|
Agenda |
|
| D |
L |
M |
M |
G |
V |
S |
| 29 |
30 |
31 |
1 |
2 |
3 |
4 |
| 5 |
6 |
7 |
8 |
9 |
10 |
11 |
| 12 |
13 |
14 |
15 |
16 |
17 |
18 |
| 19 |
20 |
21 |
22 |
23 |
24 |
25 |
| 26 |
27 |
28 |
29 |
30 |
1 |
2 |
|
|
|
Ultime |
|
2 settembre 2010
30 agosto 2010
6 agosto 2010
|
|
On. Narducci su Facebook  |
|
|
|
|
4 febbraio 2010
La Camera approva il legittimo impedimento di Berlusconi
Dopo quella del “processo breve” al Senato, l'approvazione del “legittimo impedimento” da parte della Camera segna una svolta lungo la strada dell'impunità per Berlusconi.
Ci sono stati tanti sforzi, tante discussioni e tante attese per portare a casa due leggi assai discutibili, mentre tanta energia poteva essere messa a frutto di una vera riforma della giustizia.
Invece la Camera si è limitata ad approvare il “legittimo impedimento” (316 sì, 239 no, 40 astenuti quasi tutti dell'Udc) voluto dal governo nonostante la nostra strenua opposizione; si è approvato uno scudo processuale di 18 mesi per il premier e i ministri che ora passa al Senato. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, intervenuto Parlamento, ha detto chiaro e tondo di che pasta è fatta questa legge: “E'composta da tante norme complicate, ma la gente capisce una cosa semplice: c'è di mezzo Berlusconi, un premier che non vuole farsi giudicare e tiene l'Italia incagliata in una folle guerra tra politica e giustizia”.
Il “legittimo impedimento” è già disciplinato e le forzature di questi giorni, parte di un disegno più ampio, lasciano pensare che occupiamo indebitamente il tempo del Parlamento per fare leggi ad personam piuttosto che occuparci del bene del Paese e di perseguire riforme adeguate ai tempi che cambiano. Infatti, se ricordate quanto affermato dal premier il 16 ottobre 2009 a Sofia a proposito di “prendere il toro per le corna” e realizzare una riforma della giustizia con una “democrazia vera” che non dovrebbe essere “soggetta al potere di un organo che non ha legittimazione elettorale”, potete facilmente capire la ratio che sottende provvedimenti di questo genere.
Parole preoccupanti che danno l'idea del livello di incultura istituzionale che serpeggia in questa maggioranza di governo. Esse annunciano e svelano il percorso di riforma che il governo intende portare avanti e di cui il legittimo impedimento in discussione qui in Aula è una tappa strategica.
Mentre si assiste alle proteste dei lavoratori disoccupati in difficoltà per andare avanti ogni giorno con la propria famiglia, in Parlamento Berlusconi ci costringe ad occuparci dei suoi problemi con la giustizia che, in realtà, dovrebbe risolvere davanti al collegio giudicante, in tribunale come qualsiasi cittadino.
Questo provvedimento, in un quadro che mira a minare il sistema istituzionale, si pone nettamente in posizione di incostituzionalità poiché, giusta il pronunciamento della Corte costituzionale, squilibra il bilanciamento tra ciò che recita l'art. 24 della Carta costituzionale (diritto di difesa della persona lesa e dell'imputato) e l'esigenza dell'esercizio della giurisdizione, che è disciplinato nell'articolo 101 e seguenti e in particolare nell'art.111 della Costituzione. Un bilanciamento che dovrebbe essere affidato al giudice.
Per venire incontro alle necessità del Berlusconi la maggioranza non ha esitato a dare un colpo ai fondamenti costituzionali, permettendo il prevalere di una esigenza su un'altra, di un valore costituzionale su un altro, creando le condizioni della prerogativa e della immunità, che andrebbe disciplinata con legge costituzionale. Pur sapendo questo si usano sotterfugi, tecniche furbine per far fessi gli italiani e dare uno schiaffo alla Corte costituzionale. Se vale l'ottica della leale collaborazione tra i poteri dello Stato, non si vede l'esigenza di simili provvedimenti e poiché vi è tutta la prevedibilità del verificarsi delle circostanze è sufficiente tener conto delle esigenze richieste dallo svolgimento della funzione pubblica del soggetto coinvolto nel processo. Ma qui si vuole eludere il processo e non assicurarlo nel rispetto delle funzioni e degli obblighi delle parti. E' uno sport che la maggioranza pratica da 15 anni a questa parte, uno sport che fa dimenticare le reali esigenze del Paese e dei cittadini.
Le riforme sono necessarie ma per tutti e vere! Riforme che vengano incontro alle esigenze di rinnovamento della nostra Italia, che sappiano suscitare il dialogo, sapendo che non può prevalere la vittoria delle furbizie che ci porta alla deriva del futuro, ci fa svanire la strada e gli obiettivi dello sviluppo. Abbiamo bisogno di un processo certo, della certezza del diritto e allora mettiamoci al lavoro con serietà e confronto costruttivo e lasciamo alle nostre spalle un'epoca di commedia napoletana, sarebbe di giovamento all'intero Paese! (Leggi l'intervento di Bersani)
|
|
|
|
|
|
Iscriviti alla Newsletter
dell'On. Franco Narducci
|
|
|
|