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3 febbraio 2010
Collegamenti ferroviari Svizzera-Italia, una situazione paradossale

- di Franco Narducci* -

La settimana scorsa la Commissione Affari esteri ha iniziato, in sede referente, l'esame della ratifica dell'“Accordo con il Consiglio federale svizzero per la realizzazione del nuovo collegamento ferroviario Mendrisio-Varese”, di cui sono relatore. Un collegamento atteso da tempo, soprattutto dai tantissimi frontalieri che varcano il confine quotidianamente e che s'inserisce nel quadro degli enormi sforzi che sta compiendo la Confederazione elvetica per l'ammodernamento della propria rete ferroviaria, uno sforzo che si materializza anzitutto nella costruzione dei due grandi corridoi alpini Nord-Sud, quello occidentale del Lötschberg (già in funzione) e quello centrale del San Gottardo.
Il provvedimento relativo al collegamento Mendrisio-Varese arriva tuttavia dopo le aspre polemiche sulla soppressione dei collegamenti notturni diretti tra la Svizzera e Roma, preceduta a sua volta da altre decisioni impopolari, come la soppressione del collegamento diretto Zurigo-Lecce. L'EuroNight Luna, infatti, portava ogni notte gli utenti dalla Svizzera direttamente a Bologna, Firenze o Roma e viceversa verso Zurigo, Olten, Berna o Ginevra.
“Il treno notturno che collega l'Italia alla Svizzera esiste da sempre”: comincia così l'appello del Comitato che chiede il ripristino del treno EuroNight Luna, ed è un appello che non può rimanere inascoltato poiché esprime le esigenze di una intera comunità che vive tra l'Italia e la Svizzera o che ha interessi turistici e culturali a cavallo tra i due Paesi. Con quei collegamenti erano agevolati i week end turistici nelle città d'arte ma anche i brevi soggiorni sciistici in Svizzera, nonché gli scambi culturali tra i due Paesi con notevoli risparmi sui costi, sicurezza (soprattutto d'inverno), protezione ambientale e rapidità di spostamenti senza stancarsi. Anche dal punto di vista commerciale, molti svizzeri utilizzavano il treno per recarsi in Italia presso i centri commerciali, aperti anche di domenica.
Gli utenti erano soprattutto “pendolari del week end” le cui famiglie o parte di famiglia si trovano in uno dei due Paesi; come i dipendenti degli uffici consolari, Ambasciata, Organismi Internazionali, del Cern di Ginevra ed il personale di diverse multinazionali in cui operano numerosi italiani.
La ratifica di questo Accordo - che ritengo importante proprio perché è teso a migliorare i collegamenti tra i due Paesi anche operando un abbattimento delle emissioni inquinanti in un territorio ad alta valenza naturalistica e paesaggistica - non può far dimenticare quanto già era in essere e di grande importanza per gli utenti, un servizio che vorremmo vedere mantenuto dalle ferrovie italo-svizzere almeno durante il week end, soddisfacendo una richiesta che sarebbe sicuramente elevata. Non si capisce  altrimenti – e qui sta a mio avviso il paradosso - a cosa servano i grandi investimenti per le nuove trasversali alpine, se poi si procede a smantellare i servizi (utilissimi) già esistenti.
Va anche detto che il nuovo collegamento ferroviario da Lugano all'aeroporto lombardo di Malpensa, che secondo gli accordi tra l'Italia e la Svizzera dovrebbe essere realizzato entro il 2013, avrà un impatto rilevante soprattutto per il traffico passeggeri. Sono convinto che l'impegno dei due Paesi a rendere i collegamenti tra le due aree di frontiera più efficienti, migliorando l'accessibilità ai centri urbani, avrà una ricaduta immediata nelle relazioni transfrontaliere assicurando un ulteriore impulso allo sviluppo economico delle aree geografiche che si snodano lungo il confine italo-svizzero, fornendo risposte adeguate alle moderne esigenze della società globalizzata che necessita di collegamenti sicuri e veloci.
Pertanto, se la realizzazione del collegamento ferroviario Mendrisio-Varese rappresenta un ulteriore passo avanti nelle relazioni tra Svizzera e Italia, non possiamo rinunciare a ciò che già c'era di buono, cioè l'EuroNight Luna, soppresso dal 12 dicembre 2009, un servizio importante per i cittadini dei due Paesi ed è per questo che invito le autorità competenti a riconsiderare la soppressione e a ripristinare il collegamento.
In tale ottica, in occasione di un recente incontro a Roma con i rappresentanti svizzeri della Iniziativa delle Alpi, ho chiesto assieme, al Sen. Micheloni, un'audizione congiunta, Camera e Senato, dei responsabili delle Ferrovie Federali Svizzere e delle Ferrovie dello Stato italiane con l'evidente intento di trovare una soluzione al grave problema creato dalla decisione poco attenta di sopprimere i collegamenti notturni.

* Vice Presidente Commissione affari esteri

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