DOCUMENTO DELLA FAI SULLE ELEZIONI POLITICHE
Le elezioni del 13-14 aprile rappresentano per i cittadini italiani residenti all’estero un appuntamento importante e decisivo per confermare un processo positivo avviatosi con la legislatura appena conclusasi.
La FAI giudica positivamente, sebbene le difficoltà siano state numerose, l’attività legislativa che i parlamentari eletti nelle circoscrizioni estere hanno espresso in un arco di tempo così breve.
Per questo la FAI ritiene che la prossima legislatura dovrà programmaticamente proporsi alcuni significativi obiettivi.
La FAI segnala le seguenti principali priorità:
1. I servizi consolari per gli italiani nel mondo
La rete diplomatico-consolare rappresenta il punto di contatto tra i cittadini italiani all’estero e la nostra nazione. La rete è uno strumento fondamentale per la promozione del Sistema Italia nel mondo. Occorre un progetto di riorganizzazione, più che di riduzione, con un largo e moderno impiego delle tecnologie oggi disponibili per aumentare il livello di efficienza e i servizi di prossimità ai cittadini. Occorrono risorse adeguate ma anche un cambiamento culturale basato su tre elementi fondamentali: meritocrazia, formazione e valutazione.
2. Sicurezza sociale e politiche del nostro Stato
Il sistema di sicurezza sociale che il nostro Paese ha costruito nel dopo guerra estendendone i benefici anche ai cittadini italiani residenti all’estero che ne hanno diritto - soprattutto attraverso un’ampia rete di convenzioni e accordi di carattere internazionale – deve garantire i diritti pensionistici, fiscali e di assistenza sanitaria ai connazionali che vivono fuori dell’Italia. In particolare tra le priorità assume centralità l’attenzione alle fasce più emarginate e meno abbienti. L’approvazione del disegno di legge sull’assegno di solidarietà deve divenire così un provvedimento non più rinviabile dal prossimo Parlamento.
Il cambiamento e le trasformazioni che hanno interessato e interessano molti nostri connazionali, così come i nuovi fenomeni migratori legati alla mobilità transnazionale e alle nuove forme di lavoro, impongono un adeguamento degli interventi del nostro Stato all’estero, pratiche innovative di solidarietà e sussidiarietà e politiche attente ai giovani, alle donne e ai nostri emigrati anziani.
3. La nostra cultura e la nostra lingua, un patrimonio di valore inestimabile
Siamo il Paese detentore del più vasto patrimonio artistico e culturale - una ricchezza inestimabile che genera enormi risorse economiche - che rappresenta un punto di riferimento straordinario per la nostra comunità sparsa nel mondo. Il passare del tempo e i processi d’integrazione molto avanzati minacciano di annullare l’identità culturale che grazie alla nostra lingua ha tenuto insieme, non senza criticità e fallimenti, le due Italie per oltre un secolo e mezzo.
La promozione della lingua e della cultura italiana è parte essenziale della nostra politica estera. La riforma del quadro normativo per l’insegnamento della lingua italiana all’estero deve rappresentare un obiettivo prioritario della prossima legislatura. Occorrono norme che favoriscano la creazione di percorsi compiuti e unitari di formazione, dai livelli di base a quelli più alti, e rivolti non solo agli italiani e ai discendenti ma anche agli autoctoni.
In questa direzione deve essere sostenuto il processo di riforma e sviluppo della comunicazione con le nostre comunità. Un processo che imperniandosi sulla necessità di una comunicazione di andata e ritorno, possa rafforzare il ruolo della stampa ed accompagnare la riforma telecomunicativa avviata con i nuovi palinsesti di Rai International o Rai Italia.
4. Associazionismo all’estero, una ricchezza per l’Italia
Fin dalle prime ondate migratorie il cittadino italiano residente all’estero ha difeso e vissuto le proprie radici culturali costruendo reti di aggregazione, di partecipazione e di solidarietà caratterizzate da un’ampia radice associazionistica fondata sul volontariato: di carattere regionale, comunale, culturale, politica, di mutualità e benevolenza. Questo modo di vivere la cittadinanza attiva richiede il massimo sostegno da parte delle istituzioni italiane.
È dunque essenziale preservare questa rete connettiva e questo patrimonio che l’Italia ha all’estero, sostenendo anche sul piano legislativo il diritto dell’associazionismo in termini di benefici e agevolazioni.
La proposta di legge, già giacente in Parlamento, sul riconoscimento nell’ambito della Legge 383/2000 dell’associazionismo nazionale, di promozione sociale che opera all’estero, è uno dei provvedimenti più significativi da sostenere.
Esso permette di attivare anche nuovi strumenti per dare una prospettiva alle associazioni e favorirne il ricambio generazionale.
5. Lavoro, mobilità transnazionale e occupazione
La globalizzazione ha aperto una nuova frontiera del lavoro e nuovi percorsi che spingono tanti giovani italiani a trovare occupazione all’estero, in particolare sul versante del lavoro intellettuale e della ricerca scientifica. I nuovi flussi migratori hanno poco o quasi nulla in comune con la vecchia emigrazione, che in molti paesi è confrontata con gli effetti delle trasformazioni del mercato del lavoro e le relative esigenze di ricollocazione professionale.
L’intervento del nostro Paese è fondamentale per garantire alle comunità italiane all’estero opportunità di formazione continua adeguate alle necessità formative delle nazioni di accoglienza. Vanno sostenuti interventi di qualificazione, riqualificazione e aggiornamento delle conoscenze e delle competenze, con un occhio di particolare attenzione verso i giovani e la loro integrazione scolastica e professionale nei Paesi in cui vivono.
6. Il processo d’internazionalizzazione, l’Italia e le comuni emigrate
L’Italia, al pari di altri Paesi avanzati, è impegnata ad affermare le proprie potenzialità in un sistema di relazioni e di affari, il cui tratto distintivo è l’internazionalizzazione e la competizione assoluta per la conquista di segmenti di mercato e il successo dei propri beni e prodotti. In questa competizione l’Italia ha la carta in più rappresentata dal network di presenza italiana nel mondo.
Il Sistema Italia deve essere promosso e valorizzato a livello mondiale, facendo leva sui suoi capitali umani e produttivi d’eccellenza, che comprendono anche le nostre comunità all’estero e la nuova dimensione della nostra emigrazione incarnata dai giovani italiani laureati che all’estero occupano spesso posizioni di grande rilievo. C’è un’Italia nel mondo che si afferma nelle Università e nell’imprenditoria: a questi protagonisti occorre dare un’immagine forte dell’Italia, degna dei suoi valori e della sua tradizione. Il collegamento costante tra la business Community italiana all’estero e il Sistema Italia è dunque prioritario.
7. Le comunità emigrate e le risorse finanziarie
In particolare con le due ultime due leggi finanziarie (2007 e 2008), grazie alla presenza dei parlamentari eletti all’estero, il tema delle risorse finanziarie destinate alle comunità italiane nel mondo ha avuto un ruolo preminente, spesso con toni anche accesi. Con le succitate leggi finanziarie sono stati affrontati problemi che da tempo si presentano con la loro carica di drammaticità: l’assistenza sociale e sanitaria ai cittadini italiani indigenti e le nuove povertà. Certamente il ruolo del nostro Paese non può limitarsi ad investimenti nel delicato campo dei connazionali anziani in sofferenza, ed infatti le risorse sono aumentate anche in altri delicati settori come quello della promozione della lingua e della cultura italiana. Per promuovere il Sistema Italia nel mondo e realizzare crescenti sinergie di rete, in un’ottica di sviluppo delle relazioni internazionali, occorrono più risorse sapendo che esse non sono a fondo perso: senza considerare il valore economico straordinario del turismo di ritorno e dell’indotto italiano nel mondo, occorre sottolineare, per esempio, che soltanto dall’Europa giunge al nostro Paese un flusso finanziario annuo di 4,2 miliardi di Euro per le pensioni versate agli emigrati rientrati in Italia.
8. Diritti civili, umani e pari opportunità
Il nostro Paese deve migliorare e rafforzare gli ambiti d’intervento per alcuni aspetti estremamente importanti e sensibili:
§ la tutela dei cittadini italiani all’estero alle prese con problemi giudiziari, potenziando gli strumenti di intervento del Ministero degli Affari Esteri
§ migliorare la regolamentazione in ambito europeo del lavoro part-time
§ favorire la pari rappresentanza delle donne italiane all’estero negli organismi elettivi
§ adottare iniziative per la piena e rapida applicazione delle convenzioni internazionali sui diritti dei detenuti
§ sostegno alla rete degli asili italiani all’estero e alle famiglie monoparentali
La FAI invita i cittadini italiani residenti all’estero ad una convinta partecipazione al voto, nella consapevolezza che con quest’atto si rafforzino anche i diritti di cittadinanza, rappresentanza e partecipazione. Diritti già testimoniati con la presenza nei luoghi loro consentiti tra i quali i Comites e il CGIE.
La FAI invita i candidati una volta eletti a tenere solide e permanenti relazioni con le nostre comunità.
Le ACLI, autonome dai partiti ma appassionate per il bene comune, non mancheranno certo di fare la loro parte, sostenendo i candidati degni di fiducia, con alle spalle l’impegno nell’associazionismo e nel servizio concreto ai cittadini.
31 marzo 2008